Calipso

27 maggio 2015 di librifinisterrae

Daniele Lucchini - Calipso

Daniele Lucchini
Calipso

Esistono luoghi dai quali, pur detestandoli, non si riesce mai ad allontanarsi, come se si fosse sottoposti all’incantesimo che teneva Ulisse prigioniero sull’isola di Ogigia. Esistono luoghi che non si potranno mai amare, benché siano quelli di una vita e cerchino d’imporsi in nome di un’intimità divenuta consueta, come Calipso pretendeva d’imporre la propria al suo ormai riluttante amato.
Questa breve silloge di testi redatti durante la seconda metà degli anni Zero ha come tema conduttore la prigionia; non quella letterale di chi si trova dietro le sbarre, ma quella più metaforica, benché non necessariamente meno odiosa, di chi si trova costretto negli spazi angusti – mentali e culturali ancor prima che fisici – di un anonimo borgo di provincia con pretese di città.

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